Migliori scarpiere del 2020

Stanchi di vedere scarpe disseminate in giro per la casa o sotto il letto? Di combattere con il costante disordine? La soluzione, semplice ed immediata, è quella di optare per una scarpiera, che oltre ad essere di ausilio per questa specifica necessità, si rivela anche un gradevole elemento di arredo, da poter scegliere sia in funzione delle calzature che potrà contenere, sia in base alle dimensioni della propria casa. Ottimo rimedio salva-spazio – specie quando lo spazio è esiguo o comunque limitato – il mobiletto in esame consente di sistemare le proprie scarpe ordinatamente in un luogo ad hoc, ma anche di riporle quando si passa da una stagione all’altra. Risultando estremamente pratico soprattutto in presenza di una famiglia numerosa, che non sempre ha la possibilità di ritagliarsi angoli della casa di utilizzo prettamente esclusivo. O laddove ci sia una “shoes addicted”, che proprio non può fare a meno di acquistare scarpe, trovandosi poi nell’imbarazzante situazione di non sapere più come e dove collocarle! Disporre di una scarpiera – dato da non trascurare – permette inoltre non solo di curare l’aspetto del proprio appartamento, ma anche di assicurare una maggiore longevità delle scarpe, lontane dalla polvere e dallo sporco.

Come scegliere la migliore scarpiera

Scarpiere a vista

Scarpiere salvaspazio

Scarpiere da ingresso

Scarpiere da esterno

Scarpiere panca

Scarpiere da bagno

Scarpiere componibili

Sistema ed organizza in maniera intelligente lo spazio di cui si dispone, protegge le scarpe ed assurge anche ad elemento “decorativo”, se si è bravi a giocare con forme e colori. Sono tanti, dunque, i vantaggi derivanti dall’acquisto di una scarpiera, vantaggi che si ripercuotono positivamente anche sul proprio umore: vedere la casa in ordine e pulita non può infatti che far piacere, così come avere le scarpe a portata di mano, sapendo dove sono quando le si cerca, è senza dubbio assai confortante. Ma come scegliere la “migliore” scarpiera? Come orientarsi nell’acquisto? La sua indubbia utilità ha fatto sì che questo accessorio si diffondesse, nel corso degli anni, in maniera sempre più estesa e diversificata, così da poter rispondere alle variegate e numerose esigenze, di chi vive da solo o in famiglia, in ambienti ampi, oppure, al contrario, contenuti. Nella scelta andranno pertanto valutati con attenzione gli spazi di cui si dispone, sfruttando magari anche un angolo della casa poco utilizzato, o, perché no, anche l’ingresso, se è l’unico punto a disposizione, o, ancora, il ripostiglio, se lo si possiede; e per ogni situazione, diversa da utente ad utente, sarà disponibile una scarpiera ad hoc, rispondente alle personali esigenze. Ecco allora che il primo fattore da considerare in sede di acquisto sarà la strutturaaperta o chiusa – a cui seguiranno altri irrinunciabili criteri-base, ossia le dimensioni e la capienza, i materiali e il design. Ce ne occupiamo qui di seguito.

Tipologia di struttura

Il mercato mette a disposizione tanti modelli di scarpiera, da quelli a più ripiani che si sviluppano in altezza, a quelli ultrasottili e salva-spazio – ideali anche dietro una porta – a quelli di tipo angolare. E la collocazione della predetta scarpiera “determinerà” anche la tipologia di mobiletto verso il quale si indirizzerà la propria scelta: una struttura con antine o copertura in tessuto si rivelerà indicata per l’ingresso o la camera da letto, mentre una componibile sarà la soluzione migliore per uno spazio chiuso come un ripostiglio. La differenza tra scarpiera a struttura aperta e scarpiera a struttura chiusa è infatti il primo step da compiere ai fini di un acquisto soddisfacente ai propri bisogni: analizziamo, dunque, le caratteristiche di entrambe le tipologie, facendo tuttavia presente che la scelta, per l’una o per l’altra, potrebbe non essere esclusiva.

Perfetta per coloro i quali intendono ordinare le calzature all’interno di spazi chiusi, come un armadio o un garage, la scarpiera a struttura aperta si presenta come una semplice scaffalatura “a vista”, priva di ante di chiusura sulla parte frontale o di rivestimenti laterali e posteriori. Assai agevole da montare, così come da spostare perché leggera, comprende anche i cosiddetti portascarpe, ossia griglie in plastica o metallo da poter collocare verticalmente dietro le porte, o fissare direttamente al muro.

Indicata invece laddove ci sia la necessità di riporre le scarpe in una stanza della propria abitazione, la scarpiera a struttura chiusa è in realtà un vero e proprio mobile che funge da elemento di arredo della stanza stessa. Formata da un numero maggiore di elementi rispetto alla tipologia precedente, è disponibile in tanti e diversi modelli, che si adattano alle più varie necessità: da quello con un’unica anta frontale a quello suddiviso in più cassetti, da quello da ingresso a quello da corridoio, ad esempio. Una nota in particolare va all’anta, che se scorrevole funziona su guida e garantisce massimo comfort in fase di apertura, ma “sacrifica” un po’ l’estetica; se a battente, invece, può limitare i movimenti, ma risulta nonostante ciò una delle soluzioni più diffuse. Concludiamo evidenziando che quella a struttura chiusa è una scarpiera “fissa”, cioè destinata a rimanere in un ben preciso punto della casa, e dunque preferibile se non la si intende spostare dopo il montaggio.

Ai fini di una maggiore chiarezza, riassumiamo le differenze tra le due tipologie di scarpiera con la seguente tabella:

Tipologie di scarpiera

Tipologie di scarpieraCaratteristiche
Scarpiera a struttura aperta- scaffalatura che rende immediatamente visibili tutte le calzature
- priva di ante di chiusura nella parte frontale e di rivestimenti laterali e posteriori
- leggera e semplice da montare e da spostare
- ideale per spazi chiusi, come un magazzino o un ripostiglio
Scarpiera a struttura chiusa- vero e proprio mobile che completa l'arredo di una stanza
- maggior numero di elementi rispetto alla scarpiera a struttura aperta
- disponibilità di diversi modelli, con un'unica anta frontale o più cassetti
- struttura fissa, destinata cioè a non essere spostata dopo il montaggio

Scarpiere chiuse

Scarpiere aperte

Soluzioni alternative

Essere in possesso di un numero considerevole di scarpe potrebbe richiedere l’acquisto di più scarpiere, così da consentire un’adeguata e ordinata collocazione per ogni tipologia di calzatura: pantofole e scarpe da ginnastica, ad esempio, in piccole fessure, tacchi alti e stivali in specifici spazi. E se le scarpe da riporre, oltre che di altezza variabile, appartengono anche a più componenti della famiglia, ancor più utile è servirsi di un mobiletto con ripiani impilabili, oppure con scaffalature regolabili, che creino altezze diversificate, dalla maggiore praticità. Da notare poi che alcune scarpiere possiedono pure scomparti appositamente dedicati agli accessori, come calzascarpe o spazzole per lucidare: un indubbio quid plus perché tutto ciò che occorre sia agevolmente “raggiungibile”.

Scegliere più di una scarpiera per la propria casa può anche rispondere a fattori “logistici”, in base ai quali può ad esempio essere più comodo sistemare le calzature di uso quotidiano in un mobiletto in bagno, “riservando” invece quelle adoperate saltuariamente ad una scarpiera chiusa in camera da letto. Più scarpiere, dunque, per differenti ambienti e per differenti esigenze.

Dimensioni

Quello delle dimensioni della scarpiera è un parametro strettamente connesso allo spazio di cui si dispone: si potrebbe infatti essere interessati ad un determinato modello per la propria camera da letto, che però non è “contenuto” dalla camera stessa, e dunque dover optare per un’altra collocazione o per un’altra tipologia di mobiletto, ad esempio quello angolare. Ecco quindi la necessità – prima di procedere all’acquisto – di un’accurata misurazione dello spazio disponibile, in altezza, lunghezza e larghezza, per poi procedere di conseguenza. Optando – per dare qualche suggerimento – per una scarpiera ultra sottile con superfici a specchio, se lo spazio di cui si dispone è all’ingresso, oppure per un mobiletto con ripiani orizzontali e quadrotti di varie altezze, se si possono sfruttare spazi di grande profondità.

Capienza

Fattore determinante ai fini della propria scelta, la capienza di una scarpiera individua il numero di scarpe che essa è in grado di contenere, ed è “integrata” – come vedremo di qui a breve – da tre caratteristiche, ossia dimensioni, numero di ripiani, e disposizione delle scarpe stesse.

Premesso che la maggior parte dei mobiletti di questa tipologia in commercio presenta l’indicazione di quante paia di calzature può “accogliere”, è buona norma calcolare preventivamente il numero delle calzature stesse in proprio possesso: in tal modo non si correrà il rischio di operare una scelta sbagliata, decidendo per una scarpiera troppo piccola, o al contrario troppo grande, che non “rispetti” quelle che sono le effettive esigenze. Oltre al numero delle scarpe, poi, come poc’anzi sottolineato, bisognerà anche misurare lo spazio a propria disposizione, da destinare al prodotto che si andrà ad acquistare.

Come è facilmente intuibile, più una scarpiera è grande, più scarpe potrà contenere e dunque maggiore sarà la sua capienza. Capienza sulla quale tuttavia influisce anche il numero di ripiani così come la disposizione, ovvero la modalità di sistemazione delle scarpe all’interno del mobiletto: una disposizione orizzontale farà sì che le scarpe stesse occupino più spazio in termini di profondità, ma garantirà maggiore stabilità, laddove invece una disposizione obliqua sarà da preferire nel caso in cui si disponga solo di spazi stretti per sistemare la propria scarpiera. Fermo restando che la scelta migliore per sé stessi – diversa da utente a utente – è quella che risponda alle esigenze di spazio utilizzabile e a quelle di robustezza ed estetica – è da preferire una scarpiera sviluppantesi in verticale se non si ha molto spazio sul pavimento, ed una a più ripiani se, al contrario, lo spazio che scarseggia è sulle pareti o sulle porte.

Materiali

Indipendentemente da quella che sarà la tipologia di scarpiera che si sceglierà di acquistare, particolare attenzione andrà prestata ai materiali, che dovranno essere solidi e robusti per “sopportare” il peso di molte scarpe. Va da sé che essi incideranno sul prezzo finale, il che invita anche a considerare la destinazione d’uso del mobiletto al quale si è interessati.

Sintesi perfetta tra design e funzionalità, il legno è ideale se la scarpiera funge anche da elemento di arredo: in tinta con gli altri mobili, oppure laccato bianco per ambienti come il bagno, o, ancora, in una fantasia colorata se destinato alla camera dei bambini, è molto versatile e adattabile a diverse situazioni. È il materiale più pesante e robusto, soprattutto se si è in presenza di legno massello e non composito, più leggero ed economico; tende però, di contro, a rigonfiarsi a contatto con l’acqua, e non “brilla” per durata nel tempo, oltre a richiedere una pulizia ed una manutenzione maggiori rispetto ad altri materiali.

Soluzione sufficientemente resistente e molto semplice da montare e da spostare, è la scarpiera in metallo. Compatibile con diversi stili di arredamento, è un materiale adatto anche per un mobiletto da utilizzare all’esterno, perché in grado di sopportare gli sbalzi termici ed i cambiamenti climatici.

E giungiamo alla plastica, leggera e funzionale ma probabilmente poco abbinabile all’arredamento della propria casa, ragion per cui la si preferisce come materiale da esterno. Costituita solitamente da un box singolo che contiene diverse paia di scarpe, la scarpiera realizzata in plastica presenta apertura a ribalta e struttura modulare, da impilare ed assemblare in base a quelle che sono le proprie esigenze.

Design

Scarpiere aperte

Pur non essendo un parametro importante per tutti gli utenti alla stessa maniera, anche il design riveste un ruolo in sede di acquisto, soprattutto se si opta per una scarpiera visibile, che andrà ad inserirsi in un arredo già esistente. Discorso diverso, invece, per un modello destinato ad essere collocato in un ambiente chiuso, come un ripostiglio, situazione per la quale si può anche mettere in secondo piano l’estetica. La scelta, ovviamente, è personale, e dipendente dalle personali necessità.

Fatta questa premessa, è importante sottolineare che le maggiori soluzioni in termini di design si riscontrano in relazione alle scarpiere a struttura chiusa, che offrono più scelta, sia per quanto concerne lo stile – tradizionale o moderno – che i colori a disposizione.

Modalità di utilizzo

Estremamente utile, la scarpiera – come abbiamo messo in evidenza – consente di sistemare in modo ordinato tutte le proprie scarpe. Ma come procedere al riguardo, praticamente? Certamente tutti noi abbiamo calzature che indossiamo con più frequenza, calzature che andranno riposte nella parte centrale del mobiletto in esame, così da averle subito a portata di mano quando occorrono; quelle invece destinate a particolari occasioni, che dunque non si utilizzano abitualmente, andranno collocate nei ripiani più alti. È pratico anche organizzare le scarpe in base al colore, una “dritta”, questa, che vale soprattutto per le donne, che sono solite abbinarle all’abito. Così come è pratico disporre le calzature a seconda del modello e dunque delle dimensioni, in modo tale da non trascurare né l’aspetto della comodità né quello legato alla corretta preservazione: con scaffali posizionati a diverse altezze, le scarpe con tacchi bassi potranno trovare agevole sistemazione in pochi centimetri, mentre quelle con tacchi alti – unitamente agli stivali e agli stivaletti – beneficeranno di un maggiore spazio in altezza, e non rischieranno di danneggiarsi, ripiegandosi su di sé.

Pulizia

Non va solo tenuta in ordine: la scarpiera necessita anche di un’adeguata pulizia ed igienizzazione, tenendo presente che le scarpe, oltre a “raccogliere” odori sgradevoli, sono un vero e proprio concentrato di germi e batteri, poiché a contatto con il suolo. Essa andrà così periodicamente ventilata per alcune ore, esponendola all’aria e possibilmente non al sole.

La pulizia avverrà con una miscela di acqua ed ammoniaca (che svolge anche un’azione disinfettante) se la scarpiera è in plastica o in resina, oppure con un panno morbido ed uno specifico spray, se è in legno: basterà lasciar agire per qualche minuto e poi risciacquare. In alternativa è possibile servirsi di un rimedio naturale valido per entrambe le tipologie di materiale, adoperando cioè acqua ed aceto. In questo caso un bicchiere di aceto andrà diluito in due litri di acqua. Al fine di impedire la formazione di umidità – e dunque di muffa – all’interno del proprio mobiletto, poi, torna utile sistemarvi dei sacchetti di garza contenenti sale o bicarbonato, mentre del carbone vegetale in pezzetti assorbirà i cattivi odori, rilasciando un gradevole profumo. Buona regola, infine, è quella di pulire per bene le scarpe sullo zerbino prima di rientrare a casa, così da mantenere la propria scarpiera pulita per un periodo di tempo maggiore.

Prezzi e marche specializzate

Variabile in base ai materiali adoperati, alle dimensioni, ed allo specifico brand, il prezzo di una scarpiera, pur avendo ovviamente un suo “ruolo” in sede di acquisto, tende piuttosto a profilarsi come indice della potenziale longevità del prodotto e della sua resistenza all’uso nel corso del tempo. E dunque ad essere non propriamente “determinante” per quella che è una scelta legata alle proprie necessità. Detto ciò, i mobiletti più impegnativi economicamente sono quelli caratterizzati da una struttura chiusa, con un costo compreso tra 20 Euro circa e 1000 Euro (o oltre), in base al materiale di realizzazione, plastica o metallo nel primo caso, legno massello nel secondo. Le scarpiere con struttura aperta, invece, partono da circa 10 Euro o poco più, e gli importi salgono in base non solo alla fattura del prodotto in questione, ma anche alla sua capacità. Verso quale fascia indirizzarsi? La scelta, come sempre, è personale, e rispondente alle specifiche esigenze, diverse da individuo a individuo: siamo, in ogni caso, in presenza di un prodotto offerto dal mercato in larga misura, per cui ciascuno troverà il modello più consono al caso proprio.

Per quanto concerne invece la marche verso cui veicolare il proprio acquisto, non ce ne sono alcune da preferire rispetto ad altre. È certa la presenza di brand noti, quali Foppapedretti, 13Casa, Stefanplast e Terry, ma anche altri nomi, meno conosciuti, rappresentano una buona scelta. Songmics, Homfa, Udear, sono alcuni esempi in merito. Ciò a cui al momento dell’acquisto bisogna prestare più attenzione è comunque la tipologia di struttura ed i materiali della scarpiera, così come la capienza e il design: solo così si sarà certi di aver fatto la scelta migliore per sé stessi e per i propri bisogni.

13Casa

Terry

Songmics

Udear

Homsa

Ilaria Galiano

Creativa e fantasiosa, ma anche riflessiva e determinata. Laureata in Giurisprudenza “atipica”, seguo e coltivo i miei sogni e le mie effettive ambizioni, emersi preponderatamente. Appassionata di scrittura e “curiosa” delle piccole grandi novità non solo tecnologiche, ma anche legate al settore dell’arredo, fornisco agli utenti utili consigli in merito a prodotti che possono semplificare, migliorandola, la vita di tutti i giorni. Per un aiuto in quella che è la scelta più rispondente alle proprie esigenze.

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